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Tutti creativi con Zooppa: il discount del brand e la Nuovelle Web!

Diverse settimane fa (28 febbraio) ho letto per la prima volta di Zooppa su Ninja Marketing poi (14 marzo) su Apogeonline Emanuele Quintarelli ha intervistato Davide Lombardi, il portavoce europeo di Zooppa, poi Repubblica – Affari e Finanza (26 marzo 2006) ne ha parlato diffusamente e infine Spotanatomy l’ha descritta qui… così ho pensato che era giunto il momento di fare qualche riflessione.

Chi è Zooppa?
Cos’è Zooppa?

Innanzi tutto il nome. Si pronuncia “zuppa” e dà molto l’idea di melting pot “alternativo”. E’ solo in inglese, ha uno stile Little Italy, pur essendo italianissmo (Treviso).
Ma alternativo a chi/cosa? All’industria pubblicitaria, alle modalità di produzione/distribuzione di spot e video virale e al rapporto committente-agenzia pubblicitaria che in questo caso… semplicemente non esiste.
Zooppa.com si presenta infatti come un “aggregatore” di video virali su commissione.

Capito?

Un’azienda lancia l’input. I creativi di tutto il mondo realizzano volontariamente i loro lavori audiovisivi e poi li uniscono su Zooppa. Una commissione pubblica vota e sceglie i migliori, che vincono un premio (se lavorate in un’agenzia pubblicitaria e leggete i prezzi ridicoli con cui vengono pagati i video vincitori vi verrà una risatina isterica).

Un paio di considerazioni a questo punto sono doverose.

Innanzi tutto non siamo qui per giudicare la modalità a là You Tube di generare contenuto pseudo amatoriale virale (ben venga l’user generated content se ben congegnato, anche Borotalco ha la sua B-tv...), né tantomeno per difendere categorie “creative” minacciate da una possibile democratizzazione dell’utilizzo del web.

Primo perchè, da che mondo è mondo, coesistono armonicamente le Ferrari e le Fiat 500, i gioelli d’oro e la plastica di Accessorize, i ristoranti di lusso e i discount, i vini pregiati da 1000 euro a bottiglia e quelli da 50 centesimi al litro… e di conseguenza ogni azienda è (deve essere) libera di scegliersi la pubblicità che preferisce: spot tv, radio, product placement, licensing, cartellonistica, e “giù” fino al guerrilla marketing, allo stickering, al volantinaggio e al passaparola.

Nessuna di queste modalità è in assoluto più efficace di un’altra e, a costo di dire un’ovvietà, se ben ideata e sviluppata ogni campagna pubblicitaria è utile a chi la commissiona, indipendentemente dal mezzo utilizzato. A volte il marketing non convenzionale ad esempio, è più produttivo di quello convenzionale.

Secondo, perché sono fermamente convinto che ci sarà sempre più bisogno di contenuti creativi e originali, proprio grazie alle innovazioni tecnologiche, a patto che i suddetti contenuti siano veramente “creativi” e “originali”.

Nonostante ciò un piccolo dubbio su Zooppa m’è rimasto…

Non è che tutte queste elucubrazioni – ho pensato – sono infondate sin dal presupposto iniziale? Perché, mentre scorrevo i video di chi-vorrebbe-essere-un-creativo-ma- ancora-non-lo-è mi si è accesa una lampadina. E se fossero proprio loro il target di Zooppa?
Come quelle piccole case editrici che pubblicano sconosciuti che si scrivono, comprano e leggono i libri da soli Zooppa da voce allo spirito creativo che è dentro ogno di noi: amatoriali più per necessità che per passione. D’altra parte chi è che oggi non gira una clip con il proprio cellulare e non lo posta sui vari tubi? E’ la Nuovelle Web: un genere come un’altro, che tra l’altro, dà il massimo di sé quando è soft-erotic, erotic, porn, hard…

Se i video virali autoprodotti e autopubblicizzati (“vai su Zooppa a cliccarmi il video per favore?”) non fossero altro che un intelligentissimo e sottile modo come un altro per promuovere i brand in questione?

Perchè, ad esempio, fare una campagna internazionale di biancheria intima quando posso avere decine di ragazzi che creano ottimi videoclip e che li “inoltrano” ad amici e conoscenti per tentare di avere un riconoscimento dal sito su cui li hanno postati?

Publicity (quasi) a costo zero.
I like it, Zuppa!

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Posted on: giovedì, aprile 12th, 2007 by diego altobelli

Categorie: Brand | Culture | News.

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